Cuore Solidale

Associazione di volontariato
per la solidarietà umana

Oltre i margini

L’Accademia Carrara della nostra città ha ospitato nella sua prestigiosa sede appena rinnovata una mostra singolare e di grande interesse. Si tratta di disegni e pitture create dalle detenute del carcere di Zomba in Malawi. L’impegno in terra africana di Patrizia Lavaselli, docente di educazione artistica di Casirate, impegnata da anni a fianco delle recluse, ha permesso ad un pubblico più vasto di incontrare in forma artistica una drammatica problematica, quella dei sistemi di massima sicurezza nel paese più povero del mondo. Nel carcere di Zomba sono presenti circa 2300 persone che vivono in condizioni al limite della sopravvivenza in spazi che ne potrebbero ospitare solo 200. Purtroppo ciò non accade solo a Zomba ma in tutte le prigioni del Malawi che sembrano essere una fabbrica di sofferenza, dove la parola diritto non esiste. Collaborare con queste persone significa scambiare esperienze, imparare reciprocamente, seguire i bambini che vivono reclusi insieme alle madri, proporre un’attività che potrebbe essere utile una volta usciti dal carcere. Patrizia ha raccolto stoffe, pennelli, colori e li ha portati in carcere perché in quel buco nero arrivassero i colori dell’arcobaleno.

Cuore Solidale Onlus è concretamente vicina a Padre Piergiorgio Gamba, missionario monfortano in Malawi, che ha preso a cuore la situazione degli oltre 13 mila reclusi nelle carceri di quel paese, entrando a far parte della Commissione ministeriale di controllo del sistema giudiziario. Con lui abbiamo contribuito ad alleviare qualche sofferenza portando nelle carceri l’istruzione e la scuola, attraverso la donazione di libri e testi scolastici perché il riscatto passa anche attraverso la cultura e la conoscenza. Ora Padre Gamba ha iniziato il progetto di ricostruire una prigione a Ntcheu, abbattendo quella invivibile del passato. Recuperati i mattoni del vecchio carcere, che conservano ancora le reliquie della sofferenza, i detenuti stanno costruendo uno spazio per poter vivere in modo più dignitoso. Cinquanta detenuti, tutti giovanissimi, hanno raso al suolo la vecchia struttura con un lavoro volontario che potrebbe essere di esempio anche agli altri 25 tuguri che sono le prigioni del Malawi. Nel nome del giubileo della misericordia e nel ricordo dei 300 anni di presenza missionaria dei monfortani, anche il nostro contributo può concorrere alla ricostruzione di percorsi difficili, restituendo alla società persone diverse, operose nei confronti di una società poverissima che ha bisogno dell’apporto di tutti.

                                                         

Per la dignità di ogni uomo

 Nel corso degli ultimi vent’anni il fenomeno dell’immigrazione di massa verso l’Italia ha raggiunto dimensioni impressionanti, e impressionante è anche il tributo di sangue pagato verso l’”Eldorado Europa”. Secondo l’Osservatorio sull’immigrazione, almeno 15 mila persone hanno perso la vita tentando di raggiungere clandestinamente il vecchio continente. Le guerre in Medio Oriente e l’instabilità politica nel Nord Africa, insieme alle minacce dell’integralismo, hanno accentuato il fenomeno dei richiedenti asilo. I rifugiati fuggono da situazioni insostenibili, dai bombardamenti, dalle minacce di morte per bambini e famiglie, da condizioni di vita che mettono a repentaglio l’esistenza stessa di interi popoli. L’Italia è uno dei 140 stati che hanno aderito alla Convenzione di Ginevra del 1951, la quale sancisce il diritto di asilo. Solo con la cooperazione internazionale sono possibili percorsi di aiuto e sostegno nei paesi di origine dei migranti, come stabilito dalla nostra Costituzione, art.10 comma 3. Il ritorno degli integralismi di casa nostra va contro quel mondo futuro animato da tolleranza, dialogo e incontro reciproco. L’aiuto a chi cerca una nuova vita è spesso messo in dubbio da chi costruisce scenari di paura e di insicurezza. A chi racconta che l’accoglienza ai profughi è a carico totale dei comuni bergamaschi, ricordiamo che l’accoglienza dei rifugiati costa 35 euro al giorno ed è a carico del Ministero degli Esteri. Indicare in questa spesa la causa della riduzione dei contributi economici al sostegno di persone in difficoltà, è pura demagogia. Le difficoltà degli Enti locali stanno nei tagli continui praticati nel welfare, non nell’accoglienza ai rifugiati.

Cuore Solidale Onlus ha da sempre contribuito all’accoglienza e all’aiuto agli stranieri, in collaborazione con le Caritas diocesane, la Comunità di San Fermo e gli organismi di solidarietà del territorio. Oggi occorre un salto di qualità e una rete di contatti con cui costruire progetti più ampi capaci di occuparsi di pasti agli indigenti, di aiuti economici alle esigenze di famiglie numerose, alle emergenze abitative, al diritto ai minori di frequentare i centri educativi, all’integrazione effettiva nel tessuto sociale della nostra città. Per questo occorre potenziare il contributo dei nostri associati e simpatizzanti perché la crisi economica ha colpito tutti ma in particolar modo i più indifesi, gli stranieri migranti ma anche gli italiani meno garantiti.